Che cosa significa accompagnare una persona trans nel proprio percorso? Quali sono oggi le possibilità e le difficoltà che si incontrano in Ticino? E quale ruolo possono avere i servizi, le associazioni, le famiglie e le comunità?
A queste e ad altre domande è dedicato il ciclo di puntate di Alphaville di RSI Rete Due “Il mistero della transessualità”, un percorso di approfondimento che affronta il tema dell'identità trans da prospettive diverse.
All'interno della serie, una puntata è dedicata in particolare ai percorsi di transizione e all'accompagnamento in Ticino, con la partecipazione di un operatore di Identità Plurale, che ha portato nella trasmissione l'esperienza maturata quotidianamente nel lavoro con le persone trans e non binarie.
Uno dei primi aspetti messi in evidenza durante la trasmissione riguarda la pluralità delle esperienze.
Non esiste infatti un unico modo di essere trans e, di conseguenza, non esiste necessariamente un unico percorso di transizione. Per alcune persone può essere importante un percorso ormonale, per altre un intervento chirurgico; altre ancora possono desiderare principalmente una transizione sociale o non sentire la necessità di modificare il proprio corpo.
Parlare di “percorso di transizione” come se fosse uguale per tutte le persone rischia quindi di semplificare esperienze molto diverse.
L'obiettivo dell'accompagnamento dovrebbe essere piuttosto quello di permettere a ogni persona di costruire il proprio percorso, mettendole a disposizione informazioni corrette, professionisti competenti e strumenti per orientarsi.
Una persona può arrivare a Identità Plurale con una domanda precisa. Può avere bisogno di informazioni su un servizio, sulle possibilità presenti sul territorio o sui passaggi da affrontare.
Ma può anche arrivare senza sapere esattamente da dove cominciare, con una frase molto più semplice: “Non so bene cosa mi sta succedendo e avrei bisogno di parlarne.”
In entrambi i casi, il ruolo del servizio non è quello di stabilire quale debba essere il percorso della persona.
Identità Plurale offre uno spazio di ascolto, orientamento e accompagnamento sociale, aiutando chi si rivolge al servizio a fare chiarezza, conoscere le possibilità esistenti, orientarsi tra i diversi servizi e, quando necessario, costruire una rete di sostegno.
Un elemento importante è anche la presenza di un operatore peer della comunità trans, che porta nel proprio lavoro una conoscenza e un'esperienza vicine a quelle delle persone incontrate.
L'accompagnamento, quindi, non sostituisce le competenze mediche, psicologiche o specialistiche. Può però contribuire a collegarle e a rendere il percorso più comprensibile e accessibile.
L'autodeterminazione significa poter prendere decisioni sulla propria vita e sul proprio corpo. Ma questo non dovrebbe significare che una persona debba essere lasciata nella solitudine davanti a decisioni complesse.
Una persona trans può avere bisogno contemporaneamente di diverse figure professionali, ma anche della scuola, del luogo di lavoro o dei servizi sociali.
Una delle criticità individuate nell'esperienza sul campo riguarda proprio la comunicazione tra professionisti e servizi diversi.
Il problema, quindi, non è necessariamente soltanto trovare “un professionista”, ma poter costruire una rete di persone competenti e rispettose che sappiano collaborare.
Anche quando una determinata competenza non è disponibile in Ticino e occorre rivolgersi altrove, una persona dovrebbe poter trovare qualcuno che la aiuti a capire a chi rivolgersi, quali passaggi affrontare e come orientarsi.
Il tema dell'accompagnamento diventa particolarmente importante quando si parla di giovani.
Il sostegno psicologico, quando necessario, dovrebbe poter rappresentare uno spazio di esplorazione e comprensione, non un esame da superare per ottenere il “permesso” di essere ciò che si è.
Non è soltanto la persona giovane ad avere bisogno di sostegno, famiglie, scuole, educatori, educatrici e professionisti sanitari fanno parte della rete che circonda una persona e possono avere un ruolo fondamentale.
Per questo, accanto all'ascolto diretto delle persone, è importante lavorare anche sulla formazione e sulla sensibilizzazione degli adulti.
L'accompagnamento non riguarda soltanto il rapporto tra una persona e un singolo servizio.
In Ticino, negli anni, si è progressivamente costruita una rete di competenze e collaborazioni tra realtà associative e istituzioni..
Il ruolo delle associazioni può essere anche quello di portare alle istituzioni ciò che emerge concretamente dal lavoro quotidiano con le persone. Le istituzioni, a loro volta, possono contribuire a trasformare queste esperienze in strumenti, indicazioni e pratiche più strutturate.
È un processo ancora in costruzione, ma significa che oggi in Ticino esiste una rete che negli anni si è ampliata e continua a sviluppare competenze.
Alla domanda su quale sia una delle difficoltà più concrete che una persona trans può incontrare nella società, durante l'intervista emerge un tema che va oltre le singole procedure o i singoli servizi: essere riconosciuta e poter esistere senza dover continuamente spiegare chi si è.
Significa poter essere chiamatə con il proprio nome, essere riconosciutə nella propria identità, entrare in un servizio sanitario senza dover prima affrontare il pregiudizio, frequentare una scuola o lavorare senza dover continuamente spiegare la propria esistenza.
Significa anche non essere costrettə a dimostrare continuamente la propria identità.
Queste esperienze non si manifestano necessariamente soltanto attraverso episodi evidenti di discriminazione. Possono accumularsi nella quotidianità: dover correggere, spiegare, giustificare o difendere continuamente la propria esistenza.
Una scuola dovrebbe prevedere che tra le proprie studentesse e i propri studenti possano esserci persone trans. Lo stesso dovrebbe valere per un servizio sanitario, un luogo di lavoro, una realtà sportiva.
Per Identità Plurale questo significa anche creare luoghi nei quali una persona possa arrivare con le proprie domande, le proprie incertezze o semplicemente con il desiderio di essere accolta.
Il servizio comprende, oltre allo spazio di ascolto e orientamento, anche il Gruppo Trans Ticino*, uno spazio di incontro e confronto tra persone trans e non binarie, e un gruppo di parola rivolto a genitori e familiari di persone LGBTQIA+.
Perché l'accompagnamento non riguarda soltanto il singolo percorso individuale. Significa anche costruire relazioni, competenze e comunità intorno alle persone.
In questo senso, la presenza di una rete territoriale rappresenta già una forma di sostegno: sapere che esiste un luogo al quale rivolgersi, una persona con cui parlare, un gruppo nel quale incontrare altre esperienze simili.
C'è infine un altro elemento importante: la possibilità per le persone trans di essere protagoniste delle narrazioni che le riguardano.
Parlare di persone trans soltanto in relazione alla transizione, alle difficoltà o alle discriminazioni rischia di restituire un'immagine parziale delle loro vite.
Le persone trans sono molto più dei loro percorsi medici, delle difficoltà che possono incontrare o delle discussioni che le riguardano.
Per questo è importante creare spazi nei quali possano prendere parola, raccontarsi e contribuire direttamente alla costruzione delle narrazioni sulla propria esperienza.
In Ticino esistono oggi diverse realtà che, con modalità differenti, contribuiscono a questo lavoro attraverso informazione, ascolto, comunità e visibilità.
Identità Plurale si inserisce in questa rete mettendo a disposizione uno spazio nel quale poter arrivare con una domanda, un dubbio, una difficoltà oppure semplicemente con il bisogno di incontrare qualcuno.
Per ascoltarle clicca Il mistero della transessualità
Nella terza puntata potete trovare il contributo di Geo di Salvo direttore di Transgender Network Switzerland
Sabato 23 maggio, presso La Macchia a Bellinzona, abbiamo partecipato insieme ad alcune persone del gruppo trans al workshop “Corpi in rivolta”, organizzato da Popolo.Kaxa in collaborazione con il fumettista Lucas Califano.
IDAHOBIT è una giornata dedicata alla sensibilizzazione contro ogni forma di violenza, discriminazione e pregiudizio verso le persone LGBTQIA+ ed è stata istituita nel 2004 per ricordare il 17 maggio 1990, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità rimosse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
L'omosessualità è considerata un reato in 63 paesi al mondo e in 7 nazioni i rapporti omosessuali possono essere puniti con la pena di morte.
Sono le persone trans, non binarie, gender diverse e intersessuali a subire il maggior numero di discriminazioni, aggressioni e violenze che, unite allo stigma, microaggressioni, invalidazioni rendono la salute mentale delle persone lgbtqia+ significativamente più esposta a ansia, depressioni, disturbi dell’alimentazione, abuso di sostanze e suicidio
In Svizzera nel 2025 sono state 281 le aggressioni verso le persone lgbtqia+, in media 5 aggressioni alla settimana ma solo il 10 % di questi crimini viene denunciato.
Le persone giovani LGBTIQ+ affrontano difficoltà legate all’alloggio, alla discriminazione e alla salute mentale soprattutto le persone giovani trans e non binarie subiscono bullismo e violenza.
Qui puoi approfondire la situazione grazie ai risultati del Panel Svizzero 2025 : https://swiss-lgbtiq-panel.ch/reports_i/?lang=it
Dal 2026 in Svizzera è entrato in vigore il Piano Nazionale contro i crimini d'odio nei confronti delle persone LGBTQIA+ che mira a prevenire in maniera più efficace le violenze, le discriminazioni e i crimini d’odio.
Si articola attorno a tre campi d’azione: sostegno e protezione, prevenzione e monitoraggio.
Qui il link per approfondire il Piano Nazionale:
https://www.admin.ch/it/newnsb/q1hlV12w78eJ4sNGlB1q6 Molte sono le azioni e le parole che possono fare la differenza ma se hai bisogno di aiuto contattaci a
LGBQI HELP LINE : lgbtiq-helpline
Centro per la prevenzione della discriminazione: Centro per la prevenzione della discriminazione
Violenza che fare : Violenza che fare
Non affrontare violenza e discriminazione in solitudine.
Terzo incontro pensato per genitori e parenti di persone LGBTQIA+ che desiderano condividere vissuti, emozioni e riflessioni.
In un clima informale, rispettoso e senza giudizio, sarà possibile ascoltare altre storie, riconoscersi nelle esperienze degli altri e trovare un senso di maggiore vicinanza e comprensione.
L’incontro prevede un momento di accoglienza da parte di genitori con esperienze simili, insieme alla presenza di un operatore di Zonaprotetta, per garantire uno spazio di ascolto attento e protetto.
Il prossimo incontro terrà giovedi' 28 maggio alle ore 18:30 presso Zonaprotetta, in via Giuseppe Bagutti 2 a Lugano.
Per informazioni scrivi a
Secondo incontro pensato per genitori e parenti di persone LGBTQIA+ che desiderano condividere vissuti, emozioni e riflessioni.
In un clima informale, rispettoso e senza giudizio, sarà possibile ascoltare altre storie, riconoscersi nelle esperienze degli altri e trovare un senso di maggiore vicinanza e comprensione.
L’incontro prevede un momento di accoglienza da parte di genitori con esperienze simili, insieme alla presenza di un operatore di Zonaprotetta, per garantire uno spazio di ascolto attento e protetto.
Il prossimo incontro terrà giovedi' 23 aprile alle ore 18:30 presso Zonaprotetta, in via Giuseppe Bagutti 2 a Lugano.
Per informazioni scrivi a
ll Gruppo Trans* Ticino è uno spazio sicuro, accogliente dedicato a persone trans*, non binarie e a chiunque stia esplorando la propria identità di genere.
Il gruppo nasce con l’obiettivo di offrire un luogo di incontro e confronto, dove poter condividere esperienze, creare relazioni e sentirsi parte di una comunità.
Per partecipare agli incontri o ricevere maggiori informazioni scrivi a
Leggere è incontrare, vedere, riconoscersi.
È un gesto intimo ma anche profondamente relazionale: attraverso le storie possiamo scoprire parti di noi, trovare parole per ciò che viviamo e sentirci meno solə.
Leggere è, in questo senso, il contrario della solitudine.
Da questa idea nasce una nuova rubrica dedicata ai libri queer. Uno spazio pensato per esplorare, attraverso la lettura, temi legati alle identità, agli orientamenti, alla rappresentazione e ai vissuti delle persone LGBTQIA+.
In collaborazione con @chiediloallorango, ogni mese proporremo un libro diverso: storie che parlano di crescita, relazioni, scoperta di sé, ma anche di sfide, resistenze e possibilità. Libri che possono offrire strumenti di comprensione, ma anche semplicemente il sollievo di sentirsi riconosciutə.
Questa rubrica vuole essere un invito: a leggere, a riflettere, ma anche a condividere. Perché le storie non sono mai solo individuali ma creano connessioni, aprono dialoghi e costruiscono comunità.
Sarà uno spazio aperto, in cui chi legge potrà ritrovarsi, emozionarsi e, magari, scoprire nuove prospettive.
La rubrica è in arrivo. Restate con noi.
Nasce uno spazio pensato per genitori e parenti di persone LGBTQIA+ che desiderano condividere vissuti, emozioni e riflessioni.
In un clima informale, rispettoso e senza giudizio, sarà possibile ascoltare altre storie, riconoscersi nelle esperienze degli altri e trovare un senso di maggiore vicinanza e comprensione.
L’incontro prevede un momento di accoglienza da parte di genitori con esperienze simili, insieme alla presenza di un operatore di Zonaprotetta, per garantire uno spazio di ascolto attento e protetto.
Il primo incontro si terrà giovedi' 26 marzo alle ore 18:30 presso Zonaprotetta, in via Giuseppe Bagutti 2 a Lugano.
Per informazioni scrivi a
In occasione della Giornata internazionale della Visibilità Trans e Non Binaria, che si tiene ogni anno il 31 di marzo, si svolgerà un incontro speciale di dialogo e condivisione. Sarà un’occasione per ascoltare storie, riflettere insieme e celebrare la ricchezza delle esperienze trans e non binarie.
L’incontro vedrà la partecipazione del fumettista Federico Paci, autore di "Fioritura lenta" che, in dialogo con il blogger Mauro Ciusani parlerà di visibilità, rappresentazione e delle molteplici forme in cui le esperienze trans possono essere comprese e raccontate.
L’evento si terrà il 21 marzo presso Zonaprotetta, in via Giuseppe Bagutti 2 a Lugano, a partire dalle 17:00 e al termine, un aperitivo offerto offrirà la possibilità di continuare la conversazione in modo informale e conviviale.
Questo è uno spazio aperto a tuttə, pensato per chi desidera ascoltare, confrontarsi e partecipare, un momento per dare voce alle esperienze trans e non binarie, per valorizzarne le storie e riconoscerne l’importanza.
Il Panel LGBTIQ+ Svizzero è studio che valuta annualmente la situazione delle persone LGBTIQ+ (lesbiche, gay, bisessuali, trans, intersessuali e queer) in Svizzera dal 2019.
Quest’anno il settimo sondaggio annuale pone al centro la salute, le esperienze delle persone LGBTIQ+, sia giovani che anziane, e il valore dell’impegno sociale.
Il tuo contributo è essenziale: più persone partecipano, più il progetto può avere un impatto concreto e positivo continuando a coinvolgere chi ha già preso parte alle edizioni precedenti e accogliere nuove voci.
Il sondaggio è aperto a tutte le persone, senza alcuna distinzione di orientamento sessuale e identità di genere.
Partecipa anche tu e diffondi l’iniziativa condividendola!
Per la prima volta in Ticino, il 20 novembre si è tenuta la commemorazione del TDoR 2025, il Transgender Day of Remembrance: una giornata nata per ricordare le persone transgender e non binarie uccise dall’odio e dalla violenza transfobica.
L’incontro è stato organizzato da Spazio Trans Ticino, la community di persone transgender e non binarie in Ticino, in collaborazione con il servizio di Identità Plurale negli spazi di Zonaprotetta.
È stato un momento per condividere emozioni e vissuti sulla Giornata e di raccoglimento davanti a una candela accesa per onorare le vittime.
Le persone hanno potuto realizzare un patchwork di stoffe, simbolo di unione e di forza collettiva.
Nel silenzio raccolto della commemorazione, sono stati ricordati i nomi, le storie, i volti delle vittime uccise nel mondo.
Ogni vita spezzata è un richiamo alla responsabilità, un invito a non distogliere lo sguardo dalla violenza che ancora colpisce le persone transgender in ogni parte del mondo. Ricordare non è solo un atto di memoria, ma un gesto di amore, di cura e di giustizia.
L’incontro non è servito solo per stare vicini ma anche per costruire insieme. Per intrecciare le voci, le lotte, le speranze in un cammino condiviso. Costruire significa immaginare un futuro in cui nessunə debba avere paura, in cui l’identità di ogni persona sia accolta senza condizioni. Significa creare spazi sicuri, comunità solide, reti di supporto che trasformino il dolore in forza collettiva.
Ricordare e costruire: due movimenti che si sostengono a vicenda.
Nel ricordare, troviamo la ragione profonda per continuare.
Nel costruire, rendiamo onore a chi non c’è più, perché il loro passaggio nella nostra storia diventi seme di cambiamento.
<<Oggi, insieme, promettiamo di non dimenticare.
E, soprattutto, promettiamo di continuare a costruire un mondo in cui ogni persona transgender possa vivere libera, visibile e pienamente amata.>> A.
Lo studio condotto da gfs.bern per conto di Amnesty International, Queeramnesty, Dialogai e le organizzazioni mantello TGNS, InterAction, Pink Cross e LOS fornisce informazioni su come le persone LGBTQIA+ sono percepite e accettate in Svizzera.
Emerge che la maggior parte della popolazione è solidale nei confronti delle persone LGBTQIA+, che al contempo, però, osservano un aumento dei pregiudizi, dell'intolleranza e della violenza nei loro confronti a causa di un clima politico che prende in particolare di mira le persone trans e intersessuali.

















